I fringe benefit sono definiti “compensi in natura” perché appunto non vengono erogati sotto forma di denaro, ma concessi sotto forma di beni e servizi dal datore di lavoro ai dipendenti, che, fino ad un certo importo, sono esenti da imposte e contributi.

A titolo di esempio possono rientrare tra i fringe benefit i seguenti beni o servizi:

  • I buoni pasto;
  • I buoni carburante;
  • Il telefono cellulare;
  • L’auto aziendale;
  • Le abitazioni;
  • Regalie in occasione delle festività;
  • Buoni spesa;
  • Polizze assicurative;
  • Utenze domestiche;
  • Spese per l’affitto della prima casa;

 

Si ricorda che i fringe benefit rappresentano una liberalità. Non vi è pertanto l’obbligo da parte del datore di lavoro di corrisponderli, può scegliere di corrisponderli solo ad alcuni dipendenti.  Tale spesa rimane a carico dell’azienda e non rappresenta un contributo rimborsato dallo Stato.

Va inoltre tenuto presente che la disposizione agevolativa non contempla una franchigia. Una volta superato il limite indicato, l’intero valore dei fringe benefits deve essere soggetto a tassazione completa.

 

I lavoratori beneficiari dell’agevolazione sono:

 

  • I titolari di redditi di lavoro dipendente;
  • I titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (inclusi quindi anche i collaboratori coordinati continuativi co.co.co.) per i quali il reddito è determinato secondo l’art. 51 del Tuir e che abbiano figli a carico.
  • Amministratori delle società con figli a carico. In questo caso l’erogazione di tali beni e servizi o il pagamento/rimborso delle utenze domestiche dovrà essere oggetto di delibera assembleare.

 

La Legge di Bilancio 2024 aumenta l’importo dei fringe benefit deducibile per l’impresa datore di lavoro ed esentasse per il dipendente. Tale importo passa quindi da €258,23 a €2.000 per i lavoratori dipendenti con figli a carico e a €1.000 per lavoratori dipendenti senza figli a carico.

 

Fringe Benefit € 2000

I fringe benefit che usufruiscono dell’agevolazione sono infatti solo quelli percepiti dai lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati.

Sono considerati fiscalmente a carico i figli che abbiano un reddito lordo non superiore a €2.840,51 (per il computo di tale limite si considera il reddito al lordo degli oneri deducibili). Per i figli di età non superiore a 24 anni, tale limite di reddito è elevato a €4.000.

La condizione di figlio a carico di cui sopra deve essere verificata al 31 dicembre di ogni anno. Pertanto, ai fini della presente agevolazione, per la sua applicazione nell’anno 2024, la condizione va verificata al 31 dicembre 2024.

L’agevolazione è riconosciuta in misura intera a ogni genitore (quindi €2.000 ciascuno), titolare di reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, anche in presenza di un unico figlio, purché lo stesso sia fiscalmente a carico di entrambi.

L’agevolazione è riconosciuta anche se il figlio è fiscalmente a carico, ma per il quale non spetta alcuna detrazione a seguito di richiesta dell’assegno unico e universale (AUU).

L’agevolazione è riconosciuta in misura piena ad entrambi i genitori (€2.000 ciascuno) anche se la detrazione è, per scelta dei genitori, in capo ad uno solo dei due (100% a carico del genitore con il reddito più elevato). 

In conclusione, l’agevolazione si applica a ciascun genitore in misura piena (€2.000 cadauno) se il figlio è considerato fiscalmente a carico di entrambi, indipendentemente che il genitore usufruisca o meno della detrazione per figli a carico.

 

Fringe Benefit €1.000

Novità della Legge di Bilancio per il 2024 è l’innalzamento del limite di €258,23 anche per i dipendenti senza figli a carico.  Il massimale dei fringe benefit per il 2024 è di €1.000.

 

Fringe Benefit utenze domestiche

Anche per l’anno 2024 rientra tra i benefits esentasse il pagamento/rimborso delle utenze domestiche. 

Pertanto, il datore di lavoro può pagare direttamente oppure rimborsare al dipendente le bollette relative ad energia elettrica, gas naturale e servizio idrico integrato. Le utenze che rientrano nell’agevolazione sono le seguenti:

  • le utenze che riguardano gli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti dal dipendente;
  • le utenze che riguardano gli immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti dal coniuge o dai familiari del dipendente, a condizione che ne sostengano effettivamente le spese. Per familiari si intendono quelli previsti dall’art 12 del Tuir;
  • le utenze per uso domestico, incluse quelle intestate al condominio e ripartite fra i condomini per la quota a loro carico. Rientrano quindi anche le spese condominiali sostenute per il riscaldamento o l’acqua ad uso domestico;
  • le utenze per uso domestico che, pur essendo intestate al locatore, vengono riaddebitate all’inquilino. Per rientrare nel benefit, la spesa deve essere stata riaddebitata al locatario in modo analitico e non forfettario. Anche in questo caso il benefit è riconosciuto anche se la spesa è stata pagata dal coniuge o dai familiari di cui all’art 12 Tuir;
  • le utenze risultanti anche da più fatture;
  • le utenze risultanti da fatture datate 2024 purché riguardanti consumi effettuati nel 2024 e pagate/rimborsate dal datore di lavoro entro il 12 gennaio 2025.

 

 

Fringe Benefit affitto e interessi mutuo dell’abitazione

L’ art. 1 della legge 213, introduce due nuove tipologie di spese rientranti tra i fringe benefit che il datore di lavoro può riconoscere al dipendente, riguardano le spese per il contratto di locazione della prima casa o per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa.

il datore di lavoro dovrà versare l’importo direttamente sul conto corrente sul quale è domiciliato il mutuo così che il denaro non possa essere utilizzato per altri scopi.

 

Fringe Benefit buoni carburante

Il bonus benzina è quel titolo di legittimazione che i datori di lavoro privati possono assegnare ai propri dipendenti per l’acquisto di carburante o per la ricarica dei veicoli elettrici, senza che lo stesso concorra alla formazione del loro reddito nel limite di 200 euro annui per beneficiario.

Tale bonus rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dall’articolo 51 del Tuir, va quindi conteggiata in maniera separata rispetto agli altri benefit, sarà pertanto possibile erogare ai dipendenti con figli a carico beni e servizi esenti fino all’importo di €2.000 + €200 di buoni carburante, e per i dipendenti senza figli a carico €1.000 + €200 di buoni carburante.

 

L’art. 1 della legge 213, al comma 17, inserisce una condizione indispensabile affinché il lavoratore dipendente possa ottenere l’agevolazione, ossia presentare una dichiarazione, indicando il codice fiscale del figlio o dei figli fiscalmente a carico. Inoltre, dovrà dichiarare di possedere i documenti che comprovano il pagamento delle spese, in caso di rimborso delle utenze domestiche o delle spese per l’affitto, o gli interessi del mutuo per la prima casa.

In caso di mancata dichiarazione, l’agevolazione non sarà applicabile.

Il datore di lavoro dovrà richiedere e conservare, per eventuali controlli:

 

  1. La documentazione per giustificare la somma spesa. A titolo di esempio:
  • la fattura attestante l’utenza domestica;
  • i documenti attestanti le spese sostenute per il contratto di locazione dell’abitazione prima casa;
  • i documenti attestanti le spese sostenute per gli interessi sul mutuo relativo all’abitazione prima casa;
  • i documenti attestanti il loro effettivo pagamento.

 

  1. Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, (in alternativa alla documentazione indicata al punto a), resa ai sensi del DPR n. 445 del 2000, con la quale il dipendente dichiara di essere in possesso della documentazione comprovante il pagamento delle spese di cui sopra. In questo caso la documentazione dovrà essere conservata a cura del dipendente in caso di controllo.

La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per le spese sostenute per le utenze domestiche dovrà riportare gli elementi necessari per identificare la suddetta documentazione, quindi numero e data fattura, tipologia di utenza, importo pagato, data e modalità di pagamento.

Nel caso in cui l’intestatario sia diverso dal dipendente, occorre indicare anche il rapporto intercorrente tra lo stesso e il dipendente.

 

  1. Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa dal dipendente ai sensi del DPR n. 445 del 2000. Con tale dichiarazione, il dipendente attesta che le stesse fatture non sono state oggetto di richiesta di rimborso presso altri datori di lavoro; questo per evitare che la stessa spesa venga rimborsata due volte.

 

Infine, il dipendente che intende usufruire del maggior limite dei €2.000 esentasse, in virtù del fatto di avere uno o più figli a carico, dovrà attestare tale condizione attraverso una autocertificazione da rendere al datore di lavoro.

 

Non è prevista analoga dichiarazione per il lavoratore dipendente senza figli fiscalmente a carico.

 

La tempistica per l’erogazione dei fringe benefits è molto importante affinché tali erogazioni in natura siano considerati esenti da tasse e contributi e deducibili dal reddito di impresa.

Anche nel caso dei fringe benefits viene applicato il “principio di cassa allargato”, questo significa che i beni, i servizi, il pagamento o il rimborso delle bollette dovranno essere corrisposti entro e non oltre il 12 gennaio 2025. Quanto corrisposto, oltre a quella data sarà considerato fringe benefit relativo all’anno d’imposta 2025 nel quale, salvo proroghe, il limite esentasse tornerà all’importo originario di €258,23.

Essi sono però evidenziati in busta paga.

per il Bonus carburante vale lo stesso principio secondo cui al superamento del limite di €200, l’intera somma erogata sarà soggetta a tassazione ordinaria.